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Un Po di Storie

Storie e memorie legate alla tradizione della navigazione fluviale in una suggestiva “sala immersiva”

La sala immersiva “Un Po di storie”, grazie all’uso di suggestive immagini, nasce per consentire a chiunque di conoscere in pochi minuti memorie, luoghi e paesaggi tipici della navigazione fluviale nel Delta del Po. Il progetto multimediale, che include un’applicazione gratuita per smartphone, è stato concepito per promuovere l’unicità di una tradizione antichissima: la stessa che ispirò il giovane regista Antonioni per realizzare il suo primo cortometraggio.

Lo spazio multimediale “Un Po di storie”, un contesto espositivo che comprende una sala “immersiva”, una serie di postazioni interattive touch screen e un’applicazione gratuita per smartphone e tablet, si propone di accompagnare turisti e visitatori alla scoperta del patrimonio di memorie e identità “liquide” legate a modi di vita e saperi plasmati dalle antiche pratiche della navigazione fluviale sul Po. La maggior parte dei turisti che si reca nel Delta non conoscono minimamente il ruolo svolto per secoli dalla navigazione lungo le acque interne, che ha generato tradizioni, modi di vita e persino connotazioni linguistiche del tutto particolari. Questo mondo oggi è purtroppo in gran parte scomparso ma, grazie al riconoscimento UNESCO di “Riserva di Biosfera” (attribuito al Delta del Po nel 2016), va rivalutato per stimolare nuovi usi e pratiche escursionistiche lungo i fiumi oggi rimasti deserti, promuovendo un turismo più attento e “responsabile”, e suggerendo gli stili di vita da adottare per un futuro più sostenibile.
L’esposizione multimediale “Un Po per EXPO”, realizzata nel 2015 nell’ambito di EXPO Venice, trova sede nel Centro Congressi di Rosolina Mare ed è ben riconoscibile dall’esterno per la vetrofania di un enorme bùrchio, o burcio: la robusta imbarcazione simbolo dell’epopea conclusiva della navigazione per acque interne. Grazie alla navigazione fluviale il bacino del Po è stato per secoli la principale rete di comunicazione dell’Italia settentrionale. Le ramificazioni del Delta hanno rappresentato una straordinaria maglia di “strade liquide”, da cui si è sviluppata una particolare forma di civiltà dell’acqua, legata a modi di vita, saperi e percezioni scomparsi, assieme alle tipiche barche in legno che per secoli hanno animato il Delta. Non è un caso che il primo cortometraggio di Michelangelo Antonioni, Gente del Po, si sia ispirato nell’immediato dopoguerra proprio a questo mondo ormai in lenta e inesorabile in agonia. Le immagini del celebre regista oggi accolgono il visitatore all’interno di una “sala immersiva”, arricchita da suggestive animazioni digitali.
Nello spazio multimediale contiguo, le sezioni touch screen permettono di visionare un interessante repertorio di foto e video che raccontano un passato di proficua simbiosi con l’acqua che è stato dimenticato troppo frettolosamente. Usi, costumi e tradizioni delle genti polesane sono stati plasmati nel lungo periodo dalle forze della natura, che qui si manifestano essenzialmente con la potenza creatrice e al contempo distruttiva del grande fiume. Il percorso espositivo multimediale approfondisce non solo questi aspetti ma anche le radicali trasformazioni morfologiche dovute alle attività antropiche. Il più profondo sconvolgimento territoriale dovuto all’opera dell’uomo avvenne con l’imponente opera di bonifica integrale, che rimodellò radicalmente il paesaggio naturale del Delta nel periodo fra le due guerre mondiali e negli anni immediatamente precedenti. Il cambiamento definitivo per le condizioni di vita di molte comunità risale invece agli anni Cinquanta del secolo scorso, quando il boom economico generò la nascita del turismo balneare e di nuovi fenomeni di emancipazione sociale.
La sala immersiva “Un Po di storie” è inoltre supportata dall’applicazione gratuita per smartphone e tablet “Delta del Po”, volta a promuovere nuove pratiche di ecoturismo sostenibile nel contesto deltizio, grazie a 18 percorsi effettuabili in kayak, in barca, a cavallo, in bicicletta o a piedi: all’insegna di una mobilità più sostenibile e agli antipodi dal turismo di massa. L’esperienza virtuale “immersiva” composta da suggestive immagini d’epoca si abbina così a una serie di percorsi digitali volti a definire un “museo diffuso delle acque” da cui poter da cui poter trarre ispirazione per stili di vita più sani e sostenibili. Il progetto è stato realizzato in seno a EXPO 2015 dal Centro Internazionale Civiltà dell’Acqua Onlus in collaborazione con l’Ufficio UNESCO di Venezia e con il supporto della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo per diffondere gli Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile (OSS) e creare una prima esperienza di “museo virtuale e diffuso” delle acque del Delta.

1h

Come Arrivare

La Sala Immersiva Un Po di Storie si trova al primo piano del Centro Congressi di Rosolina Mare.
In treno: il Centro Congressi è posto a circa 10 chilometri dalla fermata ferroviaria di Cavanella d'Adige (linea Rovigo-Adria-Chioggia). Valutare la possibilità di interscambio treno + bici.
In auto: dalla SS309 Romea seguire le indicazioni per la località di Rosolina Mare e proseguire per viale dei Pini fino ad arrivare a Piazzale Europa, dove è situato il Centro Congressi.

informazioni aggiuntive

Dove mangiare:
si consigliano il Ristorante Pizzeria Zefrido e il Ristorante Pizzeria Europa (Piazzale Europa 6, Rosolina Mare; tel. 0426 68482).
Dove dormire:
si suggeriscono l’Albergo Ristorante Fiorella e l’Hotel Alexander.
Attività escursionistiche e noleggio bici e imbarcazioni:
per escursioni in bici e cavallo e in barca fare riferimento al sito web del Parco Delta del Po.

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