Water Museum of Venice Water Museum of Venice Global Network

GEOPOLITICA, LA CRESCENTE ATTENZIONE NEI CONFRONTI DELL'ACQUA E DEL PATRIMONIO LIQUIDO

di Domenico Letizia


Il denominato “oro blu” rischia di essere l’oggetto del contendere delle civiltà di questo millennio. Contiamo nel mondo oltre 500 conflitti, dalle guerre alle problematiche internazionali, che ruotano intorno alla risorsa idrica. Ma la consapevolezza è ancora scarsa, nonostante i saltuari gridi d’allarme lanciati a livello mondiale.

“Va detto che le stime delle Nazioni Unite prevedono che nel 2030 quasi la metà della popolazione mondiale vivrà in territori considerati ad elevato stress idrico. Purtroppo ogni risorsa scarsa genera appetiti e conflitti. La guerra in Siria scoppiata nel 2011, tra le concause, ha anche il controllo delle fonti idriche. Le forze militari italiane a Mosul, nel Nord dell’Iraq, nella guerra all’Isis, non a caso proteggevano la grande diga sul fiume Tigri”, dichiarò Emanuele Bompan, giornalista ambientale e geografo, coautore del volume “Water grabbing. Le guerre nascoste per l’acqua nel XXI secolo”.

Tuttavia, le metamorfosi geopolitiche più imminenti provengono dall’Artico e dalla gestione del continente da parte di numerose potenze politiche.

L’attualità geopolitica artica vede un protagonismo e probabili scontri futuri tra gli USA e Pechino, piuttosto che con la Russia. I ghiacci continuano a sciogliersi aprendo un corridoio diretto per il commercio internazionale.

La Cina guarda con interesse a Groenlandia e Islanda come hub commerciali e marittimi locali, investendo già nella costruzione di un centro di ricerca in Islanda, oltre a registrare un lavoro immenso dell’Ambasciata cinese a Reykjavík e suggerendo un porto d’altura per il Nord del Paese. Asia, Europa e America sono collegate nella zona da un nuovo mare, emerso nel giro di pochi anni come un’Atlantide d’acqua a causa del progressivo scioglimento dei ghiacci.

Ma, gli attori in tale continente iniziano a divenire tanti e variegati. Il ministro dell’Energia saudita Khalid Al-Falih ha annunciato al Forum indiano dell’energia a Delhi che l’Arabia Saudita, attraverso la controllata Saudi Aramco, è aperta all’idea di commercializzare gas naturale liquefatto prodotto dal progetto Russian Arctic Lng 2.

La Russia e la Cina non si sono lasciate scappare l’opportunità di poter sfruttare questa parte del pianeta ed hanno costituito una partnership energetica, la Yamal Lng, controllata dalla russa 
Novateck al 50,1% e poi divisa tra la francese Total al 20%, la Chinese National Energy company al 20%  ed il Fondo Via della Seta con il 9%, che mira a produrre 16.5 milioni di tonnellate di gas metano raffreddato entro quest’anno.

Il futuro dell’Artico appare incerto e numerosi iniziano a divenire i protagonisti di tale zona geografica estremamente delicata per l’intero ecosistema del nostro pianeta che rischia, con lo scioglimento dei ghiacciai, di alterare il flusso idrico dell’intero globo. L’acqua e il suo patrimonio diviene priorità del futuro scacchiere internazionale.

Recentemente, in Cina, si è svolto il “Great Rivers Forum”. La Cina è solcata da oltre 5 mila fiumi che si estendono per oltre 220.000 km. Lungo questi bacini vivono oltre 400 milioni di persone e si genera oltre il 60% del PIL del colosso asiatico.

Il fiume Azzurro con i suoi oltre 6.400 chilometri è il più lungo dell’Asia e il terzo al mondo. Tuttavia, lo sviluppo frenetico degli ultimi decenni ha compromesso seriamente non solo i delicati ambienti fluviali ma anche tutti gli usi umani del bene acqua. Come ha affermato il ministro cinese delle risorse idriche, Wang Shucheng: “combattere per ogni goccia d’acqua o morire: questa è la sfida che sta affrontando la Cina”.

Oggi le acque di molti fiumi cinesi sono così inquinate da non poter essere impiegate nemmeno in agricoltura. A ciò si aggiunge l’inarrestabile desertificazione di vaste aree del Paese. Durante i lavori del Forum, gli esperti internazionali e i rappresentanti istituzionali della Cina hanno ribadito di voler rafforzare il Programma Idrologico Internazionale dell’UNESCO e le sfide per gestire meglio i fiumi del pianeta e le risorse idriche a disposizione, tutelando maggiormente gli ecosistemi fluviali necessari a rigenerare la qualità di tutte le acque. Il convegno a cui hanno partecipato le massime autorità cinesi e dell’UNESCO e oltre 80 esperti da tutto il mondo, ha non solo fornito un’agenda operativa per una gestione più sostenibile dei fiumi su scala globale, e non solo in Cina, ma ha anche posto al centro delle future azioni di educazione una “nuova cultura dell’acqua” grazie al protagonismo di un network internazionale di vari esperti: i Musei dell’Acqua. Non è un caso che il Forum si sia svolto proprio nella cornice futuristica del Museo delle Civiltà del Fiume Azzurro.

L’UNESCO è incaricata di indirizzare e coordinare l’impegno a favore dell’Educazione nell’Agenda 2030, un programma globale per eliminare la povertà attraverso i 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (SDGs). Il recente dibattito avutosi in Cina ha chiarito importanti aspetti e nuovi obiettivi globali per un nuovo approccio all’acqua: il tentativo di unire cultura, sviluppo sostenibile e nuova visione dell’attualità e della geopolitica dell’acqua.

L’obiettivo è valorizzare una “nuova cultura dell’acqua” al centro di ogni approccio progettuale sui fiumi in ottica transdisciplinare; dall’altro è necessario sostenere maggiormente le azioni educative rivolte alle nuove generazioni a tutti i livelli. Le linee guida delineate in Cina sono state chiare per raggiungere i nuovi obiettivi, attraverso il Global Network of Water Museums si potrà sfruttare le sinergie esistenti tra i partners del progetto per realizzare nuovi e ambiziosi obiettivi, già quest’anno, facendo crescere tutte le realtà aderenti al circuito.

I Musei dell’Acqua Cinesi coinvolti nel Great Rivers Forum rappresentano un interessante esempio di sito polifunzionale a cui ispirarsi, un volano per il progresso, incardinato sugli obiettivi dello sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.

Una rete che intende raccordarsi con l’iniziativa UNESCO del Global Network of Water Museums all’interno del proprio Programma Idrologico Internazionale. Il Global Network, che raccoglie già l’adesione di oltre settanta istituzioni museali e di ricerca da tutto il mondo avrà il compito nei prossimi mesi di coordinare diverse reti “regionali”, da quella cinese a quella dell’America del Sud, onde diffondere in maniera pratica e concreta, attraverso l’organizzazione di seminari, mostre, scambi di personale e pubblicazioni comuni, gli obiettivi dello sviluppo sostenibile e la nuova visione dell’acqua.

Obiettivo che in Italia possiamo monitorare con il Water Museum of Venice, innovativo progetto che mira a mettere insieme le testimonianze più significative dei densi ma frammentati patrimoni e “universi liquidi” della Civiltà dell’Acqua delle Tre Venezie, grazie a una piattaforma on-line innovativa, volta a facilitare la localizzazione e la visita dei siti.

Il Water Museum of Venice è la sfida italiana per costruire un futuro migliore: si rivolge a cittadini e amministratori che hanno a cuore la preservazione della qualità di tutte le acque, superficiali e sotterranee, unitamente ai patrimoni storici in grado di raccontarci e rievocare ancora la loro relazione unica e speciale con il bene più prezioso per la vita, includendo anche un’esplorazione delle buone pratiche odierne, progetti di rivitalizzazione degli ecosistemi acquatici, aree di ricarica delle falde acquifere, quali espressioni della migliore “cultura dell’acqua” odierna. L’obiettivo, avallato a livello mondiale dell’UNESCO, è ripensare all’acqua, per evitare che tale risorsa diventi oggetto di giochi geopolitici a scapito di popoli interi.

Il patrimonio liquido mondiale è una risorsa che potrebbe essere valorizzata, si pensi all’ecoturismo, ma gli scenari legati alle potenze statuali e il gioco commerciale di strutture economiche sovranazionali inducono a guardare al bene acqua come risorsa da accaparrare e giostrare, in considerazione della sua scarsità ed essenzialità per la vita.

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